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Breve pausa… 2 Novembre 2009

Posted by identitag in editoriale.
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Da venerdì 16 ottobre, giorno in cui pubblicavo questo interessante progetto per comprendere l’impatto dei social nelle relazioni sociali, il mio blog è rimasto silenzioso. Questa ricerca mi interessa molto perchè la sento molto vicina alle mie riflessioni denominate Vivere 2.0.

Che questo mio silenzio sia dovuto all’arrivo del piccolo Niccolò!

Si penso proprio di si!! Infatti  il 18 ottobre alle 3.15 sono diventato padre per la prima volta!

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Nei prossimi giorni vi racconterò di come sto utilizzando Google Wave in preview, grazie ad un gentile invito, per ora mi godo il mio piccolo erede e sto vicino alla mia splendida moglie Fede.

A presto

Oxford lancia progetto da 2,5 mln di euro per comprenderne l’impatto sulle relazioni sociali 16 Ottobre 2009

Posted by identitag in comunicazione, editoriale, social network.
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Questo articolo va nella direzione di cui spesso parlo quando dico: vivere 2 punto zero

Per questo vi segnalo questa ricerca che cerca di capire quali legami ci siano tra l’uso delle tecnologie e i comportamenti sociali.

segnalazione da http://www.key4biz.it/ articolo di Alessandra Talarico

Nel corso degli ultimi due decenni, l’avvento di nuovi strumenti di comunicazione – dal cellulare alla posta elettronica e ai social network – ha radicalmente trasformato il nostro modo di costruire e mantenere le relazioni sociali, favorendo l’emergere di nuove forme di ‘comunità’ e non solo tra gli adolescenti come si credeva in un primo momento.

Se infatti i più scettici tendevano a considerare questi siti e queste nuove tecnologie soltanto una sorta di moda per tecno-dipendenti, è ormai appurato che la social network mania è dilagante. Tanto da indurre l’Università di Oxford a lanciare un progetto di ricerca triennale per stabilire in che modo le moderne tecnologie di comunicazione stiano modificando la natura delle relazioni sociali.

Il progetto da 2,5 milioni di euro, coinvolge un team di esperti internazionali di diverse discipline – psicologia, informatica, fisica – che analizzerà le registrazioni delle telefonate (rigorosamente in forma anonima) di 7 milioni di europei per comprendere se stiano emergendo nuovi trend e modelli di comportamento a livello individuale e sociale.

L’equipe di ricercatori analizzerà dettagli quali la durata delle chiamate e gli intervalli fra una chiamata e l’altra ma non il contenuto delle conversazioni, cercando anche di comprendere come funzionano i meccanismi sociali nel mondo online e se lo spostamento della nostra vita sociale su internet migliori sostituisca o minacci le relazioni sociali basate sui contatti faccia a faccia.

Facebook intanto continua a guadagnare terreno su Twitter e sugli altri social network: secondo le ultime rilevazioni di ComScore, nel mese di settembre il sito americano ha registrato oltre 3 milioni di visitatori unici in più rispetto al mese precedente, superando quota 95 milioni.
Twitter, invece, è rimasto virtualmente ‘immobile, con 20,9 milioni di visitatori unici a settembre rispetto ai 20,8 di agosto.

Twitter, che ha appena annunciato di essere prossimo a un aumento di capitale da 100 milioni di dollari – che porterebbe la sua valorizzazione a 1 miliardo di dollari – secondo gli analisti è considerato una sorta di moda senza alcun valore sociale, soprattutto per l’entusiasmo manifestato nei confronti del microblogging da parte di molte star e la sua adozione di massa è ancora molto lontana. Facebook invece, come ha spiegato al Daily Telegraph Martin McNulty, direttore di Forward Internet Group, “Sta aumentando il distacco sui competitor perché è uno strumento per tutti, comprensibile e basato sulla comunicazione genuina”.

Le rilevazioni di ComScore, tuttavia, tengono conto solo del traffico verso Twitter.com ed escludono le altre applicazioni: lo stesso, ha aggiunto McNulty, “si ha la sensazione che il microblogging sia in una traiettoria discendente e non riuscirà a conquistare nuovi primati nel mondo del social networking”.

Anche secondo i dati di Hitwise, la crescita di Facebook è vertiginosa: nell’agosto del 2008 il sito aveva poco più di 100 milioni di utenti, triplicati nel settembre 2009 e con una quota di traffico pari al 59% di tutte le reti sociali a livello globale.
MySpace, un tempo re incontrastato del settore, rimane al secondo posto col 30%, ma perde quasi il 55%. Unica consolazione per MySpace è il record, tutt’ora imbattuto, di tempo medio giornaliero per utente passato sul sito, mentre a livello demografico aumenta il numero degli iscritti over 50, con un +26%.

Banche e Social Media 11 Ottobre 2009

Posted by identitag in comunicazione, social network.
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Tutto nasce da questo interessante thread di Marco:

Se foste una banca, cosa fareste sui social media?

Andate a leggere ci sono tanti spunti interessanti… nelle prossime ore farò un bel post su questo.

La Banca è una comunità di clienti e di personale … potrebbero fare proprio molto!

ultimo giorno per votare… 8 Ottobre 2009

Posted by identitag in Uncategorized.
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Il Progetto 10100 è un concorso di idee che ha l’obiettivo di cambiare il mondo aiutando il maggior numero di persone possibile.

Sono state presentate più di 150.000 idee.
Abbiamo scelto un gruppo di idee finaliste.
Quali dovremmo trasformare in realtà?

A te la scelta


McQueen lancia la Moda.2 7 Ottobre 2009

Posted by identitag in Innovazione, comunicazione.
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di Simone Marchetti – da http://seidimoda.repubblica.it

Lo stilista inglese manda in scena la sfilata più rivoluzionaria degli ultimi anni. Trasmessa in diretta su internet, girata da un maestro come Nick Knight e musicata, in esclusiva, da Lady Gaga, di appresta a diventare un caso nel mondo della moda

Una delle cose più antipatiche quando si compra un computer nuovo è sapere che, il giorno dopo, uscirà un modello più avanzato. Alle sfilate di Parigi è successa la stessa cosa: al terzultimo giorno di passerelle, dopo New York, Londra e Milano, Alexander McQueen ha spazzato via l’idea stessa di défilé. Facendo piazza pulita di prime file, modelle, vip, giornalisti, compratori e curiosi lasciati rigorosamente fuori.
Benvenuti nella moda.2, un programma più avanzato, un upgrade da scaricare al più presto per capire dove (finalmente) sta andando la moda. Ovvero ovunque. Lo show dello stilista più visionario del mercato è stato trasmesso in streaming, sul suo sito, facendo impazzire il server per troppi contatti. Non solo: la passerella era tagliata in tre parti in modo da lasciare spazio a due telecamere ciclopiche che riprendevano pubblico, modelle e fotografi. Praticamente un reality della moda. In più: lo spettacolo non era solo firmato McQueen ma anche dalla regia Nick Knight, uno dei migliori fotografi e film maker del momento. E se non bastasse, Lady Gaga ha scritto una canzone in esclusiva, che poi verrà inclusa nel suo prossimo album. Come dire: cinema, avanguardia, pop music, internet, futurismo, moda e spettacolo. Tutto frullato e tutto a portata di clic.
Per la prima volta, il pubblico d’élite delle sfilate si è trovato “dentro” la moda, con lo schermo che proiettava gli spettatori e gli spettatori che guardavano se stessi. Il tutto ammirato da milioni di utenti
Certo, c’erano anche gli abiti: magnifici, un sogno visionario a metà tra i deliri di un film di fantascienza di terz’ordine ma d’autore e gli esperimenti di body art di Orlan. Piccoli capolavori di tessuto con stampa di rettile disintegrata dal diorama, indossati con scarpe altissime e spaventose che farebbero impallidire anche il creatore di “Alien”. Persino le modelle non erano riconoscibili: capelli da cresta di iguana con zigomi e nasi da incubo di chirurgia plastica.
Insomma: inutile spiegarla, meglio guardare lo show direttamente a questo link.
Quando per la prima volta i galleristi videro il cesso di Duchamp, all’inizio del Novecento, trasformato in arte non capirono se crederci o meno. Un critico disse che era un capolavoro non tanto per il valore in sé, quanto perché, da quel momento, non ci si poteva più comportare come se non fosse esistito. Quel gesto, infatti, aveva cambiato il mondo dell’arte. Bene, possiamo affermare lo stesso della sfilata di McQueen per il mondo della moda. Da oggi nessuno stilista potrà più comportarsi come se non fosse successa.

Interessante ricerca PANE, AMORE E SOCIAL NETWORK 5 Ottobre 2009

Posted by identitag in comunicazione, social network.
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Perché milioni di italiani vanno su Facebook o sugli altri siti simili?
Risponde, per la prima volta, un’indagine demoscopica.
Con molte sorprese…

Da questa frase ha inizio la presentazione di questa interessante indagine condotta da SWG e Giovani.it su un campione di 1.326 tra iscritti a Facebook, My- Space, Linkedin, Badoo e Giovani.it

Interessante l’articolo di Alessandro Gilioli

Tutti i dati nello speciale de L’Espresso

Devo ancora leggermi tutto il materiale prima di esprimere un mio personale giudizio.

O sei “social o non sei” 2 Ottobre 2009

Posted by identitag in Innovazione, social network.
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Un interessante articolo di Rachele Zinzocchi da http://iltempo.ilsole24ore.com/

Anche la Treccani si fa “social”. In un mondo in cui vale ormai il principio “O sei “social o non sei”, un pilastro della cultura come l’Istituto della Enciclopedia Italiana – blasonato certo, ma pure alquanto agée – mette i suoi 84 anni di storia al servizio di un’innovazione ove il Sapere scende dalla sua torre d’avorio, arriva per la prima volta in libreria e si lancia persino on line col “Portale della cultura” (www.treccani.it).

“Non sa che critiche abbiamo subito dai nemici della modernità”, spiega l’amministratore delegato Franco Tatò. “La Treccani in libreria”, “la Treccani on line”, “In rete non c’è guadagno”… Forse sono loro, i conservatori di cui l’Italia è piena, a non saper adoperare la rete! Con le professionalità giuste i risultati ci sono. Questo dibattito è fastidioso, ma è un classico dei periodi di discontinuità. Come nel Cinquecento, c’è chi non sa gestire le svolte storiche e chi invece prova a cavalcarle”.

E qui la svolta è certo molto forte. Il “gigante Treccani” si avvicina al lettore e accetta la sfida di condividere la conoscenza nel network: la rete del web, di Internet e persino – evento storico, in arrivo prestissimo – dei “social network”. Motto dell’operazione? “Il Sapere alla portata di tutti”: con due step decisivi. “La Treccani arriva sugli scaffali di tutta Italia”, spiega Tatò. “Anzitutto l’Enciclopedia in tre volumi, offerta in due per le librerie perché con voci più brevi e accessibili. E sempre per innovare, anche il materiale dei libri cambia: al tatto sembra cuoio, è resistente, lavabile e comunque pregiatissimo.

Il costo contenuto consente però l’accesso ad un pubblico giovane: si punta più alla divulgazione che all’accumulazione del sapere. Inoltre ci sono i Vocabolari Treccani, già disponibili, il Vocabolario dei Sinonimi e Contrari, i Neologismi, con oltre 4.000 nuove parole verificate dal CNR con test sulla frequenza d’uso, e il Visuale: più di 6.000 illustrazioni descritte con 75.000 parole”. E poi c’è la rivoluzione vera.

Dopo le sfide tra editoria e Google per l’annosa questione dei libri in rete e del copyright, dopo l’imposizione massiccia della corazzata Wikipedia, discussa ma consultata da chiunque, le voci Treccani si rendono condivisibili sul web. “Stiamo ancora perfezionando il sito, ma presto sarà tutto pronto. Già abbiamo messo in rete 75.000 biografie, l’Enciclopedia e il Dizionario in 5 volumi nella sua versione più recente. Tutto gratis. Molte voci si possono approfondire consultando opere Treccani più grandi”. Una sfida a Wikipedia? Piuttosto una risposta alle esigenze del mondo di oggi, che chiede che la conoscenza venga comunicata proprio attraverso le connessioni della rete, di network e social network: affinché si moltiplichi esponenzialmente e il sapere si faccia davvero ricchezza, risorsa sociale ed economica per tutti. “Interattività e condivisione sono le nostre parole d’ordine. Abbiamo la web tv, il forum, lo spazio per i commenti, e soprattutto l’area “Treccani Comunità”, dove gli utenti possono interagire e scambiare idee. Presto diverrà un social network a tutti gli effetti, dove ritrovare gli amici di Facebook o Twitter”.

E poi c’è lo spazio “Condividiamo il sapere”: “Noi mettiamo le risorse, tu rendile navigabili”, recita lo slogan. “Gli utenti – spiega Tatò – sono invitati a suggerire tag, parole chiave utili a creare percorsi tematici e ricerche incrociate, pubblicando commenti e opinioni”. Una “operazione commerciale forse in perdita per ora”, ammette Tatò, ma verosimilmente di sicuro futuro se il sistema produttivo è oggi da intendersi – diremmo noi – come economia della condivisione, democratica ed etica nella distribuzione della ricchezza che il sapere è. “Wikipedia l’abbiamo persino tra i nostri link”, conclude. “Non la consideriamo concorrenza, ma una risorsa. Certo, per un’informazione qualificata è preferibile venire da noi. In una tesina lei può citare Treccani: Wikipedia meglio di no”.


Un manifesto per la comunicazione sui social media 28 Settembre 2009

Posted by identitag in comunicazione, social network.
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Quello che vedete qui sotto è il manifesto nato in rete ed è anche un poster 100×70 che HAGAKURE stampato in 500 copie e distribuito a clienti, partner, giornalisti e amici.

La storia di questo manifesto la trovate QUI

11° Compleanno !! 27 Settembre 2009

Posted by identitag in comunicazione, editoriale.
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Quello che potete osservare in questa pagina non è il logo di Google scritto male, non è un errore di ortografia di un giovane grafico…

E’ solo il modo scelto da colosso delle ricerche on line per festeggiare l’undicesimo compleanno del motore più utilizzato al mondo, che oggi è molto più che un sofisticato strumento per ricercare on line.

Google attraverso molti progetti è il punto di riferimento del cloud computing e non solo.

Divertentissimo curiosare nel Google Labs e scoprire interessantissimi e innovativi progetti,  per non parlare di Maps, Books, Knol, News, Transit e di tanti altri progetti innovativi.

Tanti auguri e… 100 di questi anni!

Dimenticavo: io uso Gmail, Chrome e GoogleApps!


Bloggare o non bloggare? 22 Settembre 2009

Posted by identitag in comunicazione, social network.
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Pochi dati per convincere una azienda presente in rete ad attivare anche una piattaforma di blog.  Uno dei social media più efficaci e capaci di dare buoni risultati in poco tempo.

Blog aziendali, tematici, personali o di approfondimento aiutano l’azienda a fare marketing in rete, rendono visibile il potenziale umano dell’azienda e offrono un contatto informale con il potenziale cliente.

La ricerca pubblicata da HubSpot è chiara e analizza tre indicatori:

Visitatori nel website aziendale

Link in ingresso al website aziendale

Pagine indicizzate nei motori di ricerca

Quindi non ci rimane che ridefinire il budget per la comunicazione on line e dedicare delle risorse al progetto BLOG. Definire il vostro blog e  creare un ambiente informale dove l’azienda, i dipendenti, i clienti e i potenziali clienti possano dialogare.

Attenzione bloggare non basta!

Per rendere efficacie la presenza di un blog, non ci si deve limitare a scrivere dei post. Le attività sono più complesse e passano da 3 azioni da intraprendere:

Leggere,
Commentare
e Scrivere.