jump to navigation

Gmail ti semplifica la vita… 16 Dicembre 2009

Posted by identitag in Uncategorized.
add a comment

Google Zeitgeist di fine anno 2009 Italia 8 Dicembre 2009

Posted by identitag in editoriale.
Tags: , , , , , , ,
add a comment

Spirito del tempo spesso espresso  in tedesco come Zeitgeist è un’espressione, spesso adottata nella filosofia della cultura otto-novecentesca, che indica la tendenza culturale predominante in una determinata epoca.

Il termine originario rivestiva un concetto puramente scientifico. I filosofi materialisti in genere fanno risalire lo spirito del tempo a sovrastrutture (come le strutture politiche, gli ordinamenti costituzionali, le istituzioni, ecc.), mentre i filosofi spiritualisti legano lo sviluppo e la qualificazione dello spirito del tempo a fenomeni più sottili, come per esempio le pratiche culturali o in generale pratiche quotidiane, e la vita domestica.

Ma quello di cui oggi scrivo è un Zeitgeist del nostro tempo…  La classifica, pubblicata ogni anno da Google, delle parole più cercate sui suoi database.

È un documento molto interessante, perché è una sorta di fotografia dei pensieri, delle tendenze e del panorama contemporaneo.

Normative 2.0: gli Italiani si informano in rete

Le parole più cercate in assoluto

  1. facebook
  2. youtube
  3. libero
  4. roma
  5. meteo
  6. giochi
  7. yahoo
  8. netlog
  9. msn
  10. wikipedia

I “come fare” più popolari del 2009

  1. soldi
  2. collane
  3. amicizia
  4. addominali
  5. fotomontaggi
  6. backup
  7. decoupage
  8. passaporto
  9. massaggi
  10. testamento

Buona consultazione dei dati della home page globale che potete consultare a questi indirizzi:

http://www.google.com/intl/it/press/zeitgeist2009/index.html

http://www.google.com/intl/en/press/zeitgeist/yearend.html

Wired candida Internet Nobel per la pace 26 Novembre 2009

Posted by identitag in editoriale.
Tags:
add a comment

Wired Italia lancia il progetto Internet for Peace candidando ufficialmente il Web al Premio Nobel per la Pace 2010.

In occasione della presentazione pubblica del progetto in programma a Milano venerdì 20 novembre al Piccolo Teatro Studio, alle ore 18, all’interno delle manifestazioni di Science For Peace Live, saranno al fianco di Riccardo Luna anche le redazioni di Wired USA e Wired UK. Il Direttore di Wired Italia, infatti, sarà accompagnato dagli interventi del Direttore di Wired Uk David Rowan e dal Direttore di Wired USA Chris Anderson, che per l’occasione sarà in collegamento video da Detroit.

L’idea, a cui sarà dedicato il prossimo numero di Wired, vedrà coinvolti numerosi ambasciatori e supporters, primi fra tutti il Premio Nobel per la Pace Shirin Ebadi, il Professor Umberto Veronesi, lo stilista Giorgio Armani, insieme alle redazioni di Wired USA e Wired Uk.

Con l’aumento della sua diffusione e della sua accessibilità, Internet ha ampiamente dimostrato di non essere solo una rete di computer collegati fra loro o un contenitore di pagine web navigabili dagli utenti, ma si offre come prezioso e potente strumento di comunicazione globale in grado di oltrepassare anche quelle distanze dettate da restrizioni di tipo politico e militare. Partendo dall’idea che Internet si costituisca soprattutto come strumento di democrazia fruibile da tutti, in grado di veicolare messaggi di solidarietà e civiltà, è nato il progetto di Wired Italia, Internet for Peace, con l’obiettivo di candidare la Rete al prossimo Premio Nobel per la Pace.

Così il Direttore di Wired Italia Riccardo Luna commenta Internet for Peace: “Dobbiamo guardare ad Internet come ad una grande community in cui uomini e donne di tutte le nazionalità e di qualsiasi religione riescono a comunicare, a solidarizzare e a diffondere, contro ogni barriera, una nuova cultura di collaborazione e condivisione della conoscenza. Internet può essere considerato per questo la prima arma di costruzione di massa, in grado di abbattere l’odio e il conflitto per propagare la democrazia e la pace. Quanto accaduto in Iran dopo le ultime elezioni e il ruolo giocato dalla Rete nella diffusione delle informazioni altrimenti prigioniere della censura sono solo l’ultimo esempio di come Internet possa divenire un’arma di speranza globale”.

Il viaggio di Internet for Peace sulle pagine di Wired Italia partirà proprio dall’Iran e dalla rivolta di Teheran dopo le ultime elezioni presidenziali. Ogni mese infatti e fino a settembre 2010, Wired dedicherà un approfondimento alle storie e alle esperienze di chi – con la Rete – ha provato e prova a fare crescere la pace. Inoltre per ogni storia raccolta Current Tv realizzerà un video racconto che verrà trasmesso oltre che in Italia anche negli Stati Uniti e in Inghilterra.

Dall’Iran arriva anche la prima firmataria del manifesto di Internet for Peace a cui Wired Italia ha voluto dedicare la copertina del prossimo numero in edicola dal 21 novembre. Shirin Ebadi, prima iraniana musulmana a vincere il Premio Nobel per la Pace nel 2003, si è schierata a sostegno della candidatura di Internet per il prossimo Premio Nobel per la Pace e ha così dichiarato a Wired Italia: “Internet può essere usata anche per favorire guerre e terrorismo, come dimostra l’opera di proselitismo dei talebani. Ma il passaparola della sollevazione di Teheran – che ha viaggiato anche al ritmo di 220mila tweet all’ora – è stato troppo impetuoso per lasciare anche il minimo dubbio sul fatto che senza la Rete non sarebbe stato possibile. Non è un caso – prosegue la Ebadi – che ai primi processi contro i dimostranti il procuratore generale abbia accusato Google, Facebook e Twitter di complottare contro l’ordine costituito”.

Insieme a Shirin Ebadi, in veste di ambasciatori di Internet for Peace, lo stilista Giorgio Armani e il Professor Umberto Veronesi, che proprio all’interno della Conferenza Mondiale della sua Fondazione, Science for Peace, ospiterà il lancio della candidatura di Internet al Premio Nobel per la Pace 2010.
Il Professor Veronesi ha dichiarato nell’editoriale pubblicato da Wired sul numero di dicembre: “Se il Web vincesse Il Nobel dimostreremmo agli osservatori futuri due cose: che avevamo capito la portata della rivoluzione globale rappresentata dalla Rete; che eravamo determinati a volgerla al miglior utilizzo nell’interesse dell’umanità intera”.

Chris Anderson, Direttore di Wired USA ha dichiarato: “Nel 1993, Rupert Murdoch affermò che la TV satellitare rappresentava una forza inequivocabile di democrazia perché riusciva ad oltrepassare i confini territoriali dando ai popoli una prospettiva globale in qualunque parte del mondo, grazie alla sua capacità di divulgare informazioni e di distruggere i tiranni e la loro propaganda. Murdoch ha pagato a caro prezzo questa dichiarazione, il governo cinese gli ha sbarrato l’ingresso al vasto mercato del paese. Murdoch comunque aveva ragione: la tecnologia può davvero cambiare il mondo.
Internet – prosegue Chris Anderson – ha ora raggiunto un livello superiore; è riuscito ad aver la meglio perfino sui media moguls permettendo a tutti di collegarsi direttamente. Così facendo, ha fatto emergere una riflessione profonda sulla specie umana. La gente vuole la pace e se ne ha la possibilità, lavorerà incessantemente per averla. In poche parole, non c’è partita fra un account su Twitter e un fucile AK-47, ma a lungo termine la tastiera è più potente della spada”.

David Rowan, Direttore di Wired Uk si è così espresso sulla candidatura di Internet al Premio Nobel per la Pace: “Nella redazione inglese di Wired, siamo felici di dare il nostro appoggio alla campagna
Internet for Peace. La Rete è la più grande forza trasformativa che abbiamo nella vita moderna, ha dato a tutti noi la possibilità di riprenderci il potere dei governi e delle multinazionali. Il Web ha reso il mondo totalmente trasparente, ora le varie lobby devono fare i conti con Internet se vogliono manipolare e sfruttare sia i cittadini sia i consumatori. Ecco il motivo per il quale è il momento che il Comitato Nobel riconosca l’impatto positivo di Internet nella vita di tutti i giorni”.

Tante le aziende che hanno già accolto l’invito di Wired Italia a sostenere la candidatura di Internet al Premio Nobel per la Pace: Sony Ericsson, Tiscali, Fineco, Fastweb, Microsoft Italia, Telecom Italia, Unendo Energia, Vodafone Italia, Citroën e H3G hanno realizzato per l’occasione dieci differenti pagine creative a sostegno di Internet for Peace che Wired pubblicherà sul numero di dicembre.

Numerose inoltre le iniziative collaterali ideate da Wired Italia a sostegno dell’iniziativa, tra cui un canale speciale su Youtube.

Il lancio del sito e la raccolta di adesioni è fissata, dunque, per venerdì 20 novembre alle ore 17.30 quando sarà online il sito www.internetforpeace.org

What is Google Chrome OS? 20 Novembre 2009

Posted by identitag in Uncategorized.
add a comment

Community managers 17 Novembre 2009

Posted by identitag in comunicazione, social network.
Tags: , , , , , , , ,
add a comment

Un nuovo profilo è ormai necessario nella gestione di progetti di comunicazione online: il community manager.

Questa nuova professionalità, che può essere interna all’impresa o un consulente esterno, deve avere un profilo complesso come è complesso il mondo delle community.

Alcuni si immaginano i manager di comunità online come dei giornalisti specializzati, che attraverso l’utilizzo dei contributi degli utenti di un social network (commenti, post di blog, discussioni) scrive articoli arricchiti dai contenuti sociali, elabora e trasforma il dialogo in rete in contributi strutturati.

Il giornalista/community manager utilizza i social che frequenta come potrebbe utilizzare lo strumento della ricerca per strada, il web come luogo di costruzione delle informazioni con il contributo degli utenti. L’utente come coautore.

Diverso è il ruolo del community manager interno ad una impresa, colui che coordina un progetto di community orientato a condividere conoscenza aziendale e costruire percorsi formativi per il personale. In questi progetti si deve lasciare costruire la comunità dal basso e valorizzando il contributo degli utenti.

Fondamentale in questi progetti aziendali è condividere le conoscenze attraverso l’informalità di uno strumento web 2.0, cercando di stimolare tutta l’impresa dal management alla produzione, dalla rete vendita al cliente.

In questo contesto il ruolo è molto diverso ed è orientato più ad animare ed stimolare la relazione tra i vari soggetti. Soprattutto per ridurre le distanze tra i vari livelli aziendali.

Anche se i community managers possono quindi avere ruoli diversi, un po’ giornalista e un po’ motivatore, devono sicuramente:

  • amare il proprio lavoro
  • saper promuovere gli altri proprio come se stessi
  • sviluppare, potenziare e supportare la comunità
  • avere una personalità trasparente, divertente e coinvolgente
  • avere una buona conoscenza sulla impresa

Non ultimo è richiesto a coloro che si apprestano a svolgere questo ruolo una capacità di relazionarsi e di costruire rapporti solidi di pubbliche relazioni, oltre ad una ottima capacità di analisi e sintesi orientate a costruire una buona repotistica sul lavoro svolto.

Quindi avanti con i CV è un lavoro interessante e stimolante!

Il community manager per Wikipedia

Breve pausa… 2 Novembre 2009

Posted by identitag in editoriale.
Tags: , , ,
1 comment so far

Da venerdì 16 ottobre, giorno in cui pubblicavo questo interessante progetto per comprendere l’impatto dei social nelle relazioni sociali, il mio blog è rimasto silenzioso. Questa ricerca mi interessa molto perchè la sento molto vicina alle mie riflessioni denominate Vivere 2.0.

Che questo mio silenzio sia dovuto all’arrivo del piccolo Niccolò!

Si penso proprio di si!! Infatti  il 18 ottobre alle 3.15 sono diventato padre per la prima volta!

DSC_5377

Nei prossimi giorni vi racconterò di come sto utilizzando Google Wave in preview, grazie ad un gentile invito, per ora mi godo il mio piccolo erede e sto vicino alla mia splendida moglie Fede.

A presto

Oxford lancia progetto da 2,5 mln di euro per comprenderne l’impatto sulle relazioni sociali 16 Ottobre 2009

Posted by identitag in comunicazione, editoriale, social network.
Tags: , , , , , , ,
1 comment so far

Questo articolo va nella direzione di cui spesso parlo quando dico: vivere 2 punto zero

Per questo vi segnalo questa ricerca che cerca di capire quali legami ci siano tra l’uso delle tecnologie e i comportamenti sociali.

segnalazione da http://www.key4biz.it/ articolo di Alessandra Talarico

Nel corso degli ultimi due decenni, l’avvento di nuovi strumenti di comunicazione – dal cellulare alla posta elettronica e ai social network – ha radicalmente trasformato il nostro modo di costruire e mantenere le relazioni sociali, favorendo l’emergere di nuove forme di ‘comunità’ e non solo tra gli adolescenti come si credeva in un primo momento.

Se infatti i più scettici tendevano a considerare questi siti e queste nuove tecnologie soltanto una sorta di moda per tecno-dipendenti, è ormai appurato che la social network mania è dilagante. Tanto da indurre l’Università di Oxford a lanciare un progetto di ricerca triennale per stabilire in che modo le moderne tecnologie di comunicazione stiano modificando la natura delle relazioni sociali.

Il progetto da 2,5 milioni di euro, coinvolge un team di esperti internazionali di diverse discipline – psicologia, informatica, fisica – che analizzerà le registrazioni delle telefonate (rigorosamente in forma anonima) di 7 milioni di europei per comprendere se stiano emergendo nuovi trend e modelli di comportamento a livello individuale e sociale.

L’equipe di ricercatori analizzerà dettagli quali la durata delle chiamate e gli intervalli fra una chiamata e l’altra ma non il contenuto delle conversazioni, cercando anche di comprendere come funzionano i meccanismi sociali nel mondo online e se lo spostamento della nostra vita sociale su internet migliori sostituisca o minacci le relazioni sociali basate sui contatti faccia a faccia.

Facebook intanto continua a guadagnare terreno su Twitter e sugli altri social network: secondo le ultime rilevazioni di ComScore, nel mese di settembre il sito americano ha registrato oltre 3 milioni di visitatori unici in più rispetto al mese precedente, superando quota 95 milioni.
Twitter, invece, è rimasto virtualmente ‘immobile, con 20,9 milioni di visitatori unici a settembre rispetto ai 20,8 di agosto.

Twitter, che ha appena annunciato di essere prossimo a un aumento di capitale da 100 milioni di dollari – che porterebbe la sua valorizzazione a 1 miliardo di dollari – secondo gli analisti è considerato una sorta di moda senza alcun valore sociale, soprattutto per l’entusiasmo manifestato nei confronti del microblogging da parte di molte star e la sua adozione di massa è ancora molto lontana. Facebook invece, come ha spiegato al Daily Telegraph Martin McNulty, direttore di Forward Internet Group, “Sta aumentando il distacco sui competitor perché è uno strumento per tutti, comprensibile e basato sulla comunicazione genuina”.

Le rilevazioni di ComScore, tuttavia, tengono conto solo del traffico verso Twitter.com ed escludono le altre applicazioni: lo stesso, ha aggiunto McNulty, “si ha la sensazione che il microblogging sia in una traiettoria discendente e non riuscirà a conquistare nuovi primati nel mondo del social networking”.

Anche secondo i dati di Hitwise, la crescita di Facebook è vertiginosa: nell’agosto del 2008 il sito aveva poco più di 100 milioni di utenti, triplicati nel settembre 2009 e con una quota di traffico pari al 59% di tutte le reti sociali a livello globale.
MySpace, un tempo re incontrastato del settore, rimane al secondo posto col 30%, ma perde quasi il 55%. Unica consolazione per MySpace è il record, tutt’ora imbattuto, di tempo medio giornaliero per utente passato sul sito, mentre a livello demografico aumenta il numero degli iscritti over 50, con un +26%.

Banche e Social Media 11 Ottobre 2009

Posted by identitag in comunicazione, social network.
Tags: , , , , ,
1 comment so far

Tutto nasce da questo interessante thread di Marco:

Se foste una banca, cosa fareste sui social media?

Andate a leggere ci sono tanti spunti interessanti… nelle prossime ore farò un bel post su questo.

La Banca è una comunità di clienti e di personale … potrebbero fare proprio molto!

ultimo giorno per votare… 8 Ottobre 2009

Posted by identitag in Uncategorized.
add a comment

Il Progetto 10100 è un concorso di idee che ha l’obiettivo di cambiare il mondo aiutando il maggior numero di persone possibile.

Sono state presentate più di 150.000 idee.
Abbiamo scelto un gruppo di idee finaliste.
Quali dovremmo trasformare in realtà?

A te la scelta


McQueen lancia la Moda.2 7 Ottobre 2009

Posted by identitag in Innovazione, comunicazione.
Tags: , , , , ,
add a comment

di Simone Marchetti – da http://seidimoda.repubblica.it

Lo stilista inglese manda in scena la sfilata più rivoluzionaria degli ultimi anni. Trasmessa in diretta su internet, girata da un maestro come Nick Knight e musicata, in esclusiva, da Lady Gaga, di appresta a diventare un caso nel mondo della moda

Una delle cose più antipatiche quando si compra un computer nuovo è sapere che, il giorno dopo, uscirà un modello più avanzato. Alle sfilate di Parigi è successa la stessa cosa: al terzultimo giorno di passerelle, dopo New York, Londra e Milano, Alexander McQueen ha spazzato via l’idea stessa di défilé. Facendo piazza pulita di prime file, modelle, vip, giornalisti, compratori e curiosi lasciati rigorosamente fuori.
Benvenuti nella moda.2, un programma più avanzato, un upgrade da scaricare al più presto per capire dove (finalmente) sta andando la moda. Ovvero ovunque. Lo show dello stilista più visionario del mercato è stato trasmesso in streaming, sul suo sito, facendo impazzire il server per troppi contatti. Non solo: la passerella era tagliata in tre parti in modo da lasciare spazio a due telecamere ciclopiche che riprendevano pubblico, modelle e fotografi. Praticamente un reality della moda. In più: lo spettacolo non era solo firmato McQueen ma anche dalla regia Nick Knight, uno dei migliori fotografi e film maker del momento. E se non bastasse, Lady Gaga ha scritto una canzone in esclusiva, che poi verrà inclusa nel suo prossimo album. Come dire: cinema, avanguardia, pop music, internet, futurismo, moda e spettacolo. Tutto frullato e tutto a portata di clic.
Per la prima volta, il pubblico d’élite delle sfilate si è trovato “dentro” la moda, con lo schermo che proiettava gli spettatori e gli spettatori che guardavano se stessi. Il tutto ammirato da milioni di utenti
Certo, c’erano anche gli abiti: magnifici, un sogno visionario a metà tra i deliri di un film di fantascienza di terz’ordine ma d’autore e gli esperimenti di body art di Orlan. Piccoli capolavori di tessuto con stampa di rettile disintegrata dal diorama, indossati con scarpe altissime e spaventose che farebbero impallidire anche il creatore di “Alien”. Persino le modelle non erano riconoscibili: capelli da cresta di iguana con zigomi e nasi da incubo di chirurgia plastica.
Insomma: inutile spiegarla, meglio guardare lo show direttamente a questo link.
Quando per la prima volta i galleristi videro il cesso di Duchamp, all’inizio del Novecento, trasformato in arte non capirono se crederci o meno. Un critico disse che era un capolavoro non tanto per il valore in sé, quanto perché, da quel momento, non ci si poteva più comportare come se non fosse esistito. Quel gesto, infatti, aveva cambiato il mondo dell’arte. Bene, possiamo affermare lo stesso della sfilata di McQueen per il mondo della moda. Da oggi nessuno stilista potrà più comportarsi come se non fosse successa.